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venerdì 23 settembre 2016

«La vita? Non è solo lavoro»: a Berlino nasce il centro per il rifiuto della carriera

Riporto questo articolo che mi ha ispirato, sia per il tema della decrescita, ma soprattutto perché i protagonisti sono riusciti a trasformare in un malessere in una causa di evoluzione.
Come dicono nei corsi di management: crisi =pericolo/opportunità.

da berlinocacioepepemagazine.com. articolo di Giampaolo Pepe del 21/9/2016


Perché lavoriamo? Produciamo beni e servizi perché ne abbiamo realmente bisogno o solo perché possano tramutarsi in profitto? Ma soprattutto: chi ha stabilito che l’attuale mondo del lavoro debba fondarsi sull’ossessione per la carriera e sulla costante tensione verso l’automiglioramento? Queste e altre domande affollavano la mente di Alix Faßmann quando, circa due anni fa, decise di abbandonare il suo lavoro di giornalista e addetta stampa per la SPD (il partito socialdemocratico tedesco) e di intraprendere un viaggio chiarificatore in Sicilia. Ed è stato lì che ha incontrato Anselm Lenz, autore teatrale presso l’Hamburger Spielhaus (uno dei teatri più prestigiosi di Germania) che, stanco a sua volta di sacrificare amicizie, passioni e tempo libero sull’altare della carriera, si era licenziato ed era partito alla volta dell’Italia. Lenz, affascinato dalle idee dell’allora 33enne Faßmann, la convinse a raccoglierle in un libro: fu così che, nella primavera del 2014, vide la luce Arbeit ist nicht unser Leben: Anleitung zur Karriereverweigerung (Il lavoro non è la nostra vita: guida al rifiuto della carriera). Il libro fu una sorta di manifesto programmatico per Haus Bartleby, think tank che i due fondarono pochi mesi dopo a Berlino intendendolo come un Zentrum für Karriereverweigerung, “centro per il rifiuto della carriera”. Ma, soprattutto, come pensatoio che, pur non disponendo di teorie e modelli per il mondo di domani, ritiene indispensabile elaborare spunti critici verso la società tardocapitalistica e le sue modalità di lavoro.

giovedì 23 gennaio 2014

Sui diritti sessuali dei giovani

Wilhelm Reich è stato un precursore e una persona con atteggiamenti ed idee veramente rivoluzionarie. Non per niente è morto in carcere, perseguitato come molti grandi. Ha scritto libri come "Psicologia di massa del fascismo" e "L'assassinio di Cristo", che solleticano la fantasia, e lasciano presumere che abbia delle cose molto interessanti da dire, a chi vuole vederci chiaro nella confusione psicosociale nella quale ci troviamo.

Pubblico qui un capitolo del suo libro "Bambini del futuro", per massimizzare la diffusione di questo testo che io personalmente ho trovato molto illuminante, con l'invito di comprare una copia del libro nel caso vogliate approfondire il pensiero di Reich.
Il valore di questo testo, a mio parere, è quello di riuscire a mettersi in un punto di equilibrio tra le posizioni puritane da una parte e quelle materialistiche dall'altra, che sembrano governare i ragionamenti sulla corretta condotta sessuale che si sentono in giro. La libertà, anche sessuale, va associata ad un senso di responsabilità che va costruito nel tempo e che permette la migliore espressione delle doti personali. Questo testo è uno dei pochi che ho letto che aiuta il cercatore a costruirsi questo senso di responsabilità.

Buona lettura ( e buona diffusione :)

L'amore, il lavoro e la conoscenza sono le basi della nostra vita. Dovrebbero anche governarla (Wilhelm Reich)




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