Visualizzazione post con etichetta decrescita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta decrescita. Mostra tutti i post

sabato 13 febbraio 2021

La lingua ausiliaria dell’umanità e i bisogni universali

L'articolo qui riportato corrisponde alla versione di marzo 2020, è stato rivisto (con aggiustamenti della forma e di qualche contenuto) e pubblicato nel repository gihub (nella cartella paper). Il repository fungerà da centro collaborativo del progetto.

martedì 10 ottobre 2017

Eventi del 2016/2017

Oltre che alcune delle cose che penso e che mi interessano, inizierò a pubblicare sul blog le cose che faccio nella vita materiale.

Allora, incominciamo con la lista degli eventi che ho organizzato con la mitica Associazione La Corte Vecia di Gazzo Veronese nella stagione 2016/2017.
Seguiranno i progetti con Arduino e di stampa 3D :)



7 luglio: Dio non vuole che tu lavori troppo!

saggezze tradizionali vs lavorismo

9 giugno: Proiezione del docufilm Domani

virtuose dinamiche di comunità



7 aprile: Proiezione del docufilm Matriarké (ospiti del gruppo Le Matonele)

le società paritarie non sono un'utopia ma esempi che ci possono ispirare

venerdì 23 settembre 2016

«La vita? Non è solo lavoro»: a Berlino nasce il centro per il rifiuto della carriera

Riporto questo articolo che mi ha ispirato, sia per il tema della decrescita, ma soprattutto perché i protagonisti sono riusciti a trasformare in un malessere in una causa di evoluzione.
Come dicono nei corsi di management: crisi =pericolo/opportunità.

da berlinocacioepepemagazine.com. articolo di Giampaolo Pepe del 21/9/2016


Perché lavoriamo? Produciamo beni e servizi perché ne abbiamo realmente bisogno o solo perché possano tramutarsi in profitto? Ma soprattutto: chi ha stabilito che l’attuale mondo del lavoro debba fondarsi sull’ossessione per la carriera e sulla costante tensione verso l’automiglioramento? Queste e altre domande affollavano la mente di Alix Faßmann quando, circa due anni fa, decise di abbandonare il suo lavoro di giornalista e addetta stampa per la SPD (il partito socialdemocratico tedesco) e di intraprendere un viaggio chiarificatore in Sicilia. Ed è stato lì che ha incontrato Anselm Lenz, autore teatrale presso l’Hamburger Spielhaus (uno dei teatri più prestigiosi di Germania) che, stanco a sua volta di sacrificare amicizie, passioni e tempo libero sull’altare della carriera, si era licenziato ed era partito alla volta dell’Italia. Lenz, affascinato dalle idee dell’allora 33enne Faßmann, la convinse a raccoglierle in un libro: fu così che, nella primavera del 2014, vide la luce Arbeit ist nicht unser Leben: Anleitung zur Karriereverweigerung (Il lavoro non è la nostra vita: guida al rifiuto della carriera). Il libro fu una sorta di manifesto programmatico per Haus Bartleby, think tank che i due fondarono pochi mesi dopo a Berlino intendendolo come un Zentrum für Karriereverweigerung, “centro per il rifiuto della carriera”. Ma, soprattutto, come pensatoio che, pur non disponendo di teorie e modelli per il mondo di domani, ritiene indispensabile elaborare spunti critici verso la società tardocapitalistica e le sue modalità di lavoro.

venerdì 8 aprile 2016

Le samare dell'olmo

Seguendo il prezioso insegnamento di Pamies, fondatore della Dulce Revoluciòn di assaggiare tutto il vegetale e "quello che non ti uccide ti rende più forte" mi sono trovato ad assaggiare un prodotto che la natura offre in abbondanza in questo periodo.

Samare dell'Olmo. Le parti verdi sono commestibili
Trovandolo di gusto gradevole, dolce come l'insalatina fresca, ho fatto una ricerca su internet relativa ai semi dell'olmo, scoprendo che in effetti questi prodotti della natura sono commestibili, tradizionalmente conosciuti in varie regioni d'Italia.
Sono chiamate samare, pane del maggiolino, sparagnapane (il che mi fa pensare che siano molto nutrienti, al punto di permettere di risparmiare il pane). Si possono mangiare così, direttamente dall'albero (per la gioia dei bambini che sanno arrampicarsi) oppure in insalata.

venerdì 6 febbraio 2015

La Dolce Rivoluzione

Manifesto della "nostra" Dolce Rivoluzione, ispirata all'omonima associazione spagnola.

La Dolce rivoluzione si ispira all'omonima associazione spagnola fondata da Joseph Pamies, e desidera divulgare la conoscenza sulle piante medicinali, sulle terapie complementari e sull’alimentazione consapevole migliorando così la salute delle persone. E’ inoltre nello spirito della Dolce Rivoluzione promuovere tutte le iniziative che favoriscano la riconnessione delle persone  alla Natura che ci ospita. 
Riteniamo che  uno strumento di cambiamento  per la società sia la la cultura e la pratica dell'uso di piante officinali a fini terapeutici. L'arte di usare piante spontanee ed autocoltivate permette di migliorare la salute pubblica e la qualità di vita delle persone svincolandosi dalla dipendenza e dagli interessi del mercato, realizzando così ciò che aveva già teorizzato Ippocrate nel IV secolo a.C: “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo”

Gli obiettivi immediati che ci poniamo sono:
-Acquisire e diffondere una consapevolezza avanzata riguardo alle proprietà delle piante ed alle loro capacità curative.
- Promuovere un’ alimentazione consapevole finalizzata a nutrire la salute e la prosperità delle persone 
-Tradurre/doppiare  video ed informazioni interessanti provenienti dall’associazione La Dulce Revolucion di Balaguer (Spagna), mantenendo con essa un filo diretto di comunicazione.
- Diffondere la cultura dell'associazione tramite serate a tema, internet e social network
- Mettere in rete e lo scambiare  conoscenze e piante con le realtà locali che già si occupano di erbe e salute

Il compito è arduo, pertanto ogni aiuto, libero coinvolgimento da persone che condividono la nostra visione ed i nostri valori è non solo apprezzato, ma indispensabile!!
Grazie


Un/il video di presentazione dell'associazione spagnola, sottotitolato da Byologik



Un secondo bellissimo video che riguarda invece gli usi alimentari e curativi dei fiori:
 


(Devo dire con un certo orgoglio che alla sottotitolatura abbiamo contribuito io e Giovanna :)

lunedì 1 dicembre 2014

Progetto di demercificazione dal basso

Progetto "Demercifichiamo il mondo"


Pallante (del quale suggerisco la lettura) partendo dalla "rivoluzionaria" distinzione tra beni e merci, considera l'economia reale suddivisa in tre sfere:
  • la prima, la più interna, è costituita dall'autoproduzione 
  • la seconda è costituita dall'economia del dono, che segue 3 regole, descritte nel PDF 
  • ed infine, quella più esterna è quella mercantile, costituita principalmente dalle attività di compravendita 
  • [EDIT] C'è anche un livello zero, quello dell'ambiente, nel quale molte cose (le più importanti) ci sono donate dalla Natura, ovviamente queste potenzialità vanno salvaguardate e possibilmente amplificate.
La pratica della decrescita:
L'obbiettivo è arrivare ad organizzarsi in modo che tutto quello che si può auto produrre si autoproduca, quello che si può donare si doni, quello che non si può né autoprodurre né donare (in maniera ragionevole e conveniente in termini di tempo e di qualità) si compri. Questo è lo sviluppo dei beni che non passano attraverso la forma di merci. (pag. 12)
Ma come si fa ad applicarlo a livello di territorio? Ecco una proposta di massima per una procedura di demercificazione graduale degli individui/famiglie e associazioni (anche imprese) consapevoli:
  • Si tracciano alcune realtà consapevoli.
    [EDIT]]Alcune di queste offiranno già servizi o beni gratuitamente, queste sono da tracciare e coadiuvare per prime.
  • Si identificano i loro bisogni. 
    • Domanda: che cosa ti piacerebbe ricevere gratis? Che cosa desidereresti in dono? 
  • Si fa una tabella di quello che comprano e vendono (ovvero dei processi mercificati). 
    • (La scienza che si occupa dell'analisi dei flussi economici è la bioeconomia)
  • Si cercano altre realtà che possano soddisfare i loro bisogni in una economia del dono. 
  • Si propone di passare al dono, ma tenendo una sorta di "taccuino" delle donazioni, cercando di mantenere un equilibrio in/out da verificare periodicamente 
  • Si verifica che questo regime demercificato sia migliore. 
  • Se il regime viene ritenuto migliore, si prende una parte dei beni che sono stati risparmiati, e si utilizza per il "bene comune", nel senso che viene rimessa in circoli che prima non c'erano, per parificare le condizioni di benessere sul territorio o per realizzare organi nuovi di gestione/produzione dei beni comuni 
    • Va usato per costruire "il mondo nuovo", del quale si trovano già diverse avvisaglie e istruzioni 
  • Si itera per tutte le realtà "produttive" fino ad arrivare ad un territorio semidemercificato, dove le tre sfere sono equlibrate. 
 Esisterà un punto di equilibrio, quando la demercificazione non aumenterà più il benessere territoriale, a quel punto ci si può fermare.
Ma come mai il dono? Perché il dono, diversamente da vendita, scambio e baratto, è “aperto”, restaura le relazioni umane, ed infine, in una società ipermercificata e in crisi come la nostra, crea abbondanza locale.
 Un buon punto di partenza sarà quello delle realtà agricole (ovviamente biologiche o tendenzialmente tali), perché producono beni che sono tali per tutti, e quindi possono essere usati in diversi casi come "primo dono".
Per funzionare ottimamente, un sistema del genere sarà olistico, ovvero dovrà ragionare sulla demercificazione di -tutti- i beni essenziali, compresi quelli più immateriali, come il denaro (riflettere sulla cosa), la salute, l'housing, l'energia e le informazioni.

Sono benvenute le osservazioni, o contattatemi per avere maggiori info, collaborare e aderire al progetto.

[EDIT]Un anarchico moderno, Paul Goodman, ha affermato che «una società libera non può essere realizzata sostituendo un ‘ordine nuovo’ a quello vecchio, ma piuttosto con l’ampliamento delle sfere d’azione libere, fino a che esse vengano a costituire il fondamento della intera vita sociale».
(Colin Ward, Anarchia come organizzazione)

mercoledì 19 novembre 2014

sulla Decrescita

Manualino sulla decrescita felice

In un breve testo vengono descritti i capisaldi della Decrescita Felice secondo Maurizio Pallante.
Da leggere, se volete agire in un contesto di crisi monetaria come è quello attuale. http://www.magverona.it/wp-content/uploads/2011/09/2-PALLANTE2012.pdf
Graze a MAG Verona per mettere a disposizione in maniera non mercificata testi come questi!!

A breve pubblicherò  in questo post anche il video dell'intervista a Latouche, che contiene delle idee interessanti, oltre che rivoluzionarie (il lavoro e la terra non andrebbero mercificate??)



martedì 5 febbraio 2013

La Soluzione (forse) - Antropocrazia o Economia Naturale

Ultimamente, io e gli amici Cittadini oltre la Crisi, ci siamo fatti sedurre da una "grossa" idea, attribuibile a Nicolò G. Bellia, o a Steiner, o all'Universo.
San Giorgio nell'atto per cui è celebre

Quest'idea di riforma economica, di paradigma e di pensiero sociale è ancora da provare nella sua interezza, ma sarebbe interessante che qualcuno lo facesse. Certo è che, se applicata, il cambiamento che provocherebbe sarebbe strepitoso.

In un documento che ho trovato online si parla di Economia Naturale

L’economia naturale. Solo un’utopia?

di Daria Lepori

L'economia può essere paragonata alla natura: la natura produce alimenti e li regala e tutti i suoi esseri- Se la natura è sana, c'è abbondanza. Il cibo è deperibile e può quindi essere immagazzinato solo per breve tempo. E non esistono interessi. Piante e animali non pensano ad accumulare più di quanto riescano a utilizzare.

...continua su http://www.acli.ch/ILDialogo/dialogo_2007_3/p14.pdf


Mentre Bellia (e Stefano Freddo, il nostro "esperto") parla di Antropocrazia

[doc di Stefano Freddo da inserire]



Come tutte le grandi idee potrebbe spaventare la maggioranza attaccata a questo sistema, ma se la situazione peggiora ulteriormente la situazione potrebbe diventare favorevole per il "salto".
Secondo me si potrebbe pensare anche ad una transizione morbida, coadiuvata da un sistema economico parallelo che man mano si prende in carico le necessità economiche della popolazione. La cosa è da discutere, perché alcuni amici non lo ritengono possibile. 
L'importante è, se non si trovano impedimenti alla bontà dell'idea, trovare un percorso felice per arrivarci.

domenica 22 aprile 2012

Demercificando...

Ho dedicato la mia domenica pomeriggio alla preparazione di questo diagramma che spero sia utile per comprendere il progetto di demercificazione (termine nuovo che credo di aver acquisito ascoltando Pallante l'altro giorno).



L'immagine è appositamente piccola... la versione a grandezza naturale del diagramma è sul sito:
https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare

venerdì 10 giugno 2011

Squatting

Ci sono tante case sfitte in giro. Questo fenomeno tiene alto il prezzo degli affitti. Sono risorse/spazi inutilizzati, rubati alla società civile.

Lo squatting potrebbe essere una soluzione per utilizzare queste risorse?
La legge mette difficoltà a chi vuole liberarsi degli occupanti di un appartamento.
Nel caso in cui si entrasse senza permesso in un appartamento, è da verificare se si riuscirebbe ad attivare acqua luce, gas.
E’ illegale occupare una casa vuota/sfitta? Ci sono modi legali per farlo, senza che le maglie della legge si chiudano sulle nostre persone?


Originale su GoogleDocs

mercoledì 26 agosto 2009

Il pianeta Terra che vive: una simulazione in tempo reale

Il pianeta che respira (Breathing Earth) è un’ottima applicazione flash che mostra, in tempo reale, cosa sta succedendo sulla Terra. In particolare mostra secondo dopo secondo dove sta nascendo un bimbo e dove è morta una persona, illuminando con una stellina o un punto nero una zona particolare del planisfero. Inoltre gli stati che stanno emettendo nell’atmosfera più di 1000 tonnellate di CO2 vengono colorati di rosso.

L’obiettivo di questo lavoro è mostrare l’impatto che ogni stato ha sul cambiamento del clima. E’ fuor di dubbio, guardando gli stati colorati di rosso, di chi sia la maggior responsabilità del surriscaldamento del clima. I dati riportati sono attendibili e fanno riferimento alle pubblicazioni del World FactBook (ultima edizione).

clicca sull'immagine per accedere al sito

fonte: dynamick

domenica 1 febbraio 2009

Fewer Calories = Better Brains?

A trial in humans suggests that calorie restriction can boost memory.

By Courtney Humphries

Cutting calories has been shown to increase the life span of some animals and protect them from signs of aging and disease. Although some humans have been eager to adopt a low-calorie diet to see similar results, so far, there is relatively little evidence that calorie restriction has the same benefit in people. A new study from researchers...

Read More...

Archivio blog