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sabato 13 febbraio 2021

La lingua ausiliaria dell’umanità e i bisogni universali

L'articolo qui riportato corrisponde alla versione di marzo 2020, è stato rivisto (con aggiustamenti della forma e di qualche contenuto) e pubblicato nel repository gihub (nella cartella paper). Il repository fungerà da centro collaborativo del progetto.

giovedì 26 novembre 2020

Mappa della caccia alle streghe

Nella giornata della violenza sulle donne mi è capitato sotto mano il libro di Vanna De Angelis, sui processi alle streghe in Europa (alcuni dei quali a Reggio Emilia, Modena e nella Val di Non). Mi è parso bello fare una mappa che contiene i luoghi e i momenti di questi processi, inserendo l'esito, spesso mortale, che ha colpito queste donne (e a volte uomini e fanciulli) invisi al "sistema". Leggendo questi atti ufficiali dopo vari secoli dalla loro stesura, possiamo vedere con chiarezza quanto il potere può essere (o è quasi sempre) espressione di cecità e miseria umana. 

lunedì 25 novembre 2019

Inno alla nutria

Ecco una chicca che ho custodito gelosamente negli anni, e che finalmente vede la libertà. L'unico e inimitabile inno alla nutria, proveniente da una attività di ascolto profondo dello Spirito della Nutria che vive e prolifica nelle terre basse.

Bionic MyoCastor, adattamento dal Bionic Beaver
Ecco l'inno, che non va recitato, bensì declamato. Avrei piacere di metterlo in musica, ma aspettiamo la situazione giusta. Se la recitate in giro e fate un video/registrazione mandatemi una copia :)



Inno alla nutria


O nutria, o castorino,
che vieni dal basso Sudamerica,
dalla Patagonia.
Là ti cacciava il caimano
e in quelle terre lontane
vivevi in pace [con l'essere umano.]

L'uomo bianco di là ti ghermì,

e ti rapì via,
affascinato dal tuo morbido pelo.
I tuoi figli portava in tutto il mondo,
mica è colpa tua!


E qui, ora, che fai;
o nutria, o castorino?
Tutto quel che fanno
le semplici creature di Dio:
mangi quel che trovi,
fai la tua casetta,
-prolifichi-

fai, come farebbero gli uomini
(né più ne meno)
meglio lo fai,
in pace con l'ambiente!
Quale tra le altre bestie
potrebbe fartene una colpa?


Tu, estremo monito all'agricoltore
avido e dissennato
pallido zombi della Monsanto
che inquina, terre e acque
dall'alto del suo trattore


L'uomo ha divelto,
sterminato ogni selvaticità
da questa grande pianura.
Tutto è a misura di macchina,
e quando non rimane
più natura da inquadrare,
ecco!


Dio manda un animaletto
che costringe l'uomo padano
a riveder le sue azioni,
le sue strategie...
E se fosse saggio, a rivedere sé stesso!


Tu, tromba dell'apocalisse
che avvisa tutti quanti:
"quanto potrete resistere,
lontano dalla natura?
imparate da me,
che sono piccola e pura".


E infine, se noi fossimo indiani
in questa sterminata pianura
tu potresti essere il bisonte
di piccola statura.


Christian Lovato  

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

martedì 10 ottobre 2017

Eventi del 2016/2017

Oltre che alcune delle cose che penso e che mi interessano, inizierò a pubblicare sul blog le cose che faccio nella vita materiale.

Allora, incominciamo con la lista degli eventi che ho organizzato con la mitica Associazione La Corte Vecia di Gazzo Veronese nella stagione 2016/2017.
Seguiranno i progetti con Arduino e di stampa 3D :)



7 luglio: Dio non vuole che tu lavori troppo!

saggezze tradizionali vs lavorismo

9 giugno: Proiezione del docufilm Domani

virtuose dinamiche di comunità



7 aprile: Proiezione del docufilm Matriarké (ospiti del gruppo Le Matonele)

le società paritarie non sono un'utopia ma esempi che ci possono ispirare

venerdì 23 settembre 2016

«La vita? Non è solo lavoro»: a Berlino nasce il centro per il rifiuto della carriera

Riporto questo articolo che mi ha ispirato, sia per il tema della decrescita, ma soprattutto perché i protagonisti sono riusciti a trasformare in un malessere in una causa di evoluzione.
Come dicono nei corsi di management: crisi =pericolo/opportunità.

da berlinocacioepepemagazine.com. articolo di Giampaolo Pepe del 21/9/2016


Perché lavoriamo? Produciamo beni e servizi perché ne abbiamo realmente bisogno o solo perché possano tramutarsi in profitto? Ma soprattutto: chi ha stabilito che l’attuale mondo del lavoro debba fondarsi sull’ossessione per la carriera e sulla costante tensione verso l’automiglioramento? Queste e altre domande affollavano la mente di Alix Faßmann quando, circa due anni fa, decise di abbandonare il suo lavoro di giornalista e addetta stampa per la SPD (il partito socialdemocratico tedesco) e di intraprendere un viaggio chiarificatore in Sicilia. Ed è stato lì che ha incontrato Anselm Lenz, autore teatrale presso l’Hamburger Spielhaus (uno dei teatri più prestigiosi di Germania) che, stanco a sua volta di sacrificare amicizie, passioni e tempo libero sull’altare della carriera, si era licenziato ed era partito alla volta dell’Italia. Lenz, affascinato dalle idee dell’allora 33enne Faßmann, la convinse a raccoglierle in un libro: fu così che, nella primavera del 2014, vide la luce Arbeit ist nicht unser Leben: Anleitung zur Karriereverweigerung (Il lavoro non è la nostra vita: guida al rifiuto della carriera). Il libro fu una sorta di manifesto programmatico per Haus Bartleby, think tank che i due fondarono pochi mesi dopo a Berlino intendendolo come un Zentrum für Karriereverweigerung, “centro per il rifiuto della carriera”. Ma, soprattutto, come pensatoio che, pur non disponendo di teorie e modelli per il mondo di domani, ritiene indispensabile elaborare spunti critici verso la società tardocapitalistica e le sue modalità di lavoro.

domenica 17 agosto 2014

La Compagnia degli Amici

Ritratto di George Fox, fondatore
della società degli amici
I membri della Società degli Amici, chiamati volgarmente Quaccheri, costituiscono una forma di Cristianesimo minoritaria, ma estremamente "nobile" e nobilitante per i praticante, riconoscendo nell'uomo, in ogni uomo, una luce divina, un seme che può crescere ed illuminarlo nell'intimo.
I Quaccheri praticano il silenzio (il Santo Silenzio) come forma di culto, e cercano innanzitutto di essere persone di pace sull'esempio di Gesù. I loro valori sono la sincerità e la schiettezza, cercando la verità in tutte le cose.
La pratica del silenzio è importante perché aiuta a riconoscere questa verità e a portarla alla coscienza.

Li ho conosciuti ascoltando un capitolo dell'audiolibro "La saggezza di Abdul Bahà" dov'egli parla della Compagnia degli amici.

Riporto le tre puntate della trasmissione radiofonica "Uomini e Profeti" dove Pier Cesare Bori (personaggio molto illuminato) parla dei quaccheri.

  • Il movimento dei Quaccheri, il pensiero del suo fondatore George Fox (1624-1691, la dottrina della "luce interiore", il pacifismo: ne parliamo con Pier Cesare Bori in una nuova serie delle "Letture" di Uomini e Profeti.
    download
  • 2a puntata 'Il paese della libertà' 03-05-2009
  • Esploriamo in questa serie, guidati da Pier Cesare Bori, la storia della Società degli Amici, la comunità religiosa nata in Inghilterra intorno alla meta del Seicento, una chiesa che prende il nome dal capitolo quindici del Vangelo di Giovanni, dove Gesù dice "non vi chiamerò più servi ma amici" e dice anche "non c'è cosa più bella che dare la vita per i propri amici". Chiamati quaccheri con un termine spregiativo, i seguaci di George Fox hanno avuto un percorso che arriva fino ad oggi e che si è sviluppato particolarmente negli Stati Uniti d'America, dove fu costituito uno stato quacchero, la Pennsylvania, dal nome del suo fondatore William Penn.
  • La responsabilità sociale e la preghiera, l'educazione dei giovani, il ruolo delle donne, il pensiero sulla pace nella tradizione quacchera. Ne parliamo nell'ultima puntata di questa serie con Pier Cesare Bori, analizzando anche come si è ridefinito oggi nel mondo il movimento dei quaccheri.
Buon Ascolto!


PS1: Oltre all'avvincente spiritualità, è molto interessante la riflessione di Pier Cesare sull'istituzione di uno stato Quacchero negli Stati Uniti d'America, e sulla differenza tra il rapporto tra religione e stato in Europa ed America. Quella riflessione mi ha portato a definire un ragionamento riguardo agli stati nazionali e alle teocrazie, ovvero che lo stato moderno laico è nato anche perché le religioni come si presentavano nel 20° secolo erano incapaci di incarnare dei valori universali. Ma al pari degli organismi religiosi, il valore di una struttura statale si misura nella sua capacità di implementare quei valori importanti per il benessere dei popoli.
E' necessario che uno stato esprima valori spirituali per essere legittimanto nel suo agire, perciò uno stato deve esprimere valori spirituali, altrimenti ad esso è logicamente preferibile una teocrazia che li implementi.
Questo pensiero dovrebbe far inorridire gli illuministi, ma l'esperienza quacchera sembra mostrare che la distinzione "stato laico" e "teocrazia" potrebbe venir superata dal concetto di stato basato sulla verità e sulla giustizia (magari anche fraternità e libertà). Alcuni pensano che una verità non esista o non possa essere identificata, ma altri sanno che la verità esiste ed è trovata da chi la cerca liberamente e senza preconcetti. Si potrebbe anche dire che la democrazia, osservata da una prospettiva spirituale, esprime esattamente la ricerca di questi valori da parte del popolo. Oppure che la democrazia è lo strumento necessario al popolo per poter ricercare ed esprimere questi "sacri" valori.

PS2: I podcast non sono più reperibili sul sito della trasmissione, ma per fortuna sono riuscito a scaricarli da un altro sito http://podcasthall.forumcommunity.net/  W La FreEconomy!!

lunedì 3 marzo 2014

Critiche al sistema educativo

Ultimamente si stanno moltiplicando gli input che mi giungono, riguardo al modo in cui funziona il nostro sistema educativo, diciamo di stampo occidentale.
Visto che l'educazione è il contributo che la società dà al modo in cui si formano gli uomini che poi andranno a comporla, formando di fatto la sua struttura autopoietica, da modo in cui si educa viene determinato la direzione che tenderà a prendere. Santi di tutte le fedi, filosofi di tutti i tempi, hanno avuto a cuore il tema dell'educazione. Ragionare costruttivamente sull'istruzione è difficile, perché richiede una capacità di mettere in discussione sé stessi.


Video di Silvano Agosti, perché mostra come il modo di educare sia collegato alla considerazione che si ha dell'essere umano. Persone che hanno a cuore l'essere umano




Cambiare i paradigmi dell'educazione



con annesso video di Sir Ken Robinson, dall'incisivo titolo "La scuola uccide la creatività"


E per finire, nel caso non sia sufficiente, un testo interessante...

Le 7 lezioni insegnate a scuola da tutti gli insegnanti che lo sappiano o meno

Dato che, se vogliamo superare la crisi in atto, il compito che ci attende è nientemeno quello di ricostruire il sistema su basi più sagge, la creatività è una facoltà di cui abbiamo bisogno molto più che in passato.

Chiudo con una stupenda frase di Bahà-ù-llàh:
Considera l'uomo come una miniera ricca di gemme, di valore inestimabile. Soltanto l'educazione può rivelarne i tesori e permettere all'umanità di goderne
Ora sta a noi...

sabato 22 febbraio 2014

Sacred Economics

Come è fatta un'economia che funziona? Che permette all'uomo di essere felice? A cosa dobbiamo puntare in questi tempi bui? E' parecchio tempo che me lo chiedo, e questo è forse l'approccio che tiene conto, meglio di tutti gli altri che conosco, alle istanze spirituali (e non solo a quelle materiali ed intellettuali) dell'essere umano.
Se vogliamo avere un mondo tecnologico, con cinema e orchestre sinfoniche, con telecomunicazione e architetture meravigliose, con città cosmopolite e letteratura mondiale, abbiamo bisogno di denaro, o qualcosa di simile, in modo da coordinare le attività umane in una scala sufficientemente ampia da create tali cose. Ho quindi scritto questo libro per descrivere un sistema che possa ripristinare la sacralità del regalo nel sistema monetario. Dico “ripristinare” perché in tempi antecedenti il denaro possedeva connotazioni sacre o magiche. Originariamente, le scorte agricole venivano immagazzinate nel tempio e da esso ridistribuite: il centro della vita religiosa era anche il centro della vita economica. Alcuni autori affermando che la prima moneta simbolica (al contrario della moneta come merce) fu emessa dai templi e poteva essere riscossa in cambio di sacro sesso con le prostitute del tempio; in ogni caso, è certo che i templi erano profondamente coinvolti nella coniatura delle prime monete, molte delle quali raffiguravano animali sacri e deità. Questa pratica continua tuttora con banconote e monete che riproducono le immagini di presidenti deificati.


Video con sottotitoli in italiano (se non ci sono già nel video incorporato) 

Per chi vuol leggerlo il libro è disponibile online in inglese, con alcuni capitoli tradotti in italiano (sarebbe un bell'atto partecipare alla traduzione)

giovedì 23 gennaio 2014

Sui diritti sessuali dei giovani

Wilhelm Reich è stato un precursore e una persona con atteggiamenti ed idee veramente rivoluzionarie. Non per niente è morto in carcere, perseguitato come molti grandi. Ha scritto libri come "Psicologia di massa del fascismo" e "L'assassinio di Cristo", che solleticano la fantasia, e lasciano presumere che abbia delle cose molto interessanti da dire, a chi vuole vederci chiaro nella confusione psicosociale nella quale ci troviamo.

Pubblico qui un capitolo del suo libro "Bambini del futuro", per massimizzare la diffusione di questo testo che io personalmente ho trovato molto illuminante, con l'invito di comprare una copia del libro nel caso vogliate approfondire il pensiero di Reich.
Il valore di questo testo, a mio parere, è quello di riuscire a mettersi in un punto di equilibrio tra le posizioni puritane da una parte e quelle materialistiche dall'altra, che sembrano governare i ragionamenti sulla corretta condotta sessuale che si sentono in giro. La libertà, anche sessuale, va associata ad un senso di responsabilità che va costruito nel tempo e che permette la migliore espressione delle doti personali. Questo testo è uno dei pochi che ho letto che aiuta il cercatore a costruirsi questo senso di responsabilità.

Buona lettura ( e buona diffusione :)

L'amore, il lavoro e la conoscenza sono le basi della nostra vita. Dovrebbero anche governarla (Wilhelm Reich)




martedì 5 febbraio 2013

La Soluzione (forse) - Antropocrazia o Economia Naturale

Ultimamente, io e gli amici Cittadini oltre la Crisi, ci siamo fatti sedurre da una "grossa" idea, attribuibile a Nicolò G. Bellia, o a Steiner, o all'Universo.
San Giorgio nell'atto per cui è celebre

Quest'idea di riforma economica, di paradigma e di pensiero sociale è ancora da provare nella sua interezza, ma sarebbe interessante che qualcuno lo facesse. Certo è che, se applicata, il cambiamento che provocherebbe sarebbe strepitoso.

In un documento che ho trovato online si parla di Economia Naturale

L’economia naturale. Solo un’utopia?

di Daria Lepori

L'economia può essere paragonata alla natura: la natura produce alimenti e li regala e tutti i suoi esseri- Se la natura è sana, c'è abbondanza. Il cibo è deperibile e può quindi essere immagazzinato solo per breve tempo. E non esistono interessi. Piante e animali non pensano ad accumulare più di quanto riescano a utilizzare.

...continua su http://www.acli.ch/ILDialogo/dialogo_2007_3/p14.pdf


Mentre Bellia (e Stefano Freddo, il nostro "esperto") parla di Antropocrazia

[doc di Stefano Freddo da inserire]



Come tutte le grandi idee potrebbe spaventare la maggioranza attaccata a questo sistema, ma se la situazione peggiora ulteriormente la situazione potrebbe diventare favorevole per il "salto".
Secondo me si potrebbe pensare anche ad una transizione morbida, coadiuvata da un sistema economico parallelo che man mano si prende in carico le necessità economiche della popolazione. La cosa è da discutere, perché alcuni amici non lo ritengono possibile. 
L'importante è, se non si trovano impedimenti alla bontà dell'idea, trovare un percorso felice per arrivarci.

giovedì 30 dicembre 2010

Narrazione e Senso

Raccontando noi diamo senso alla realtà.
La Realtà è una, ma il senso che ne diamo è una manifestazione del nostro libero arbitrio.

Il dare senso alla Realtà è una grande libertà e potere dell’essere umano. Nel modo in cui noi (ci) raccontiamo le cose della nostra vita, la nostra vita acquisisce un senso.
Noi reinterpretiamo la nostra vita, riflettendo su di essa, valutando le passate esperienze alla luce delle nuove esperienze.


Dando senso alla realtà noi possiamo ricostruire il senso della nostra vita, e in base alla nostra vita diamo, spesso inconsapevolmente, senso alla realtà.


La società di dà un senso precostituito (cultura), noi siamo liberi di accettare o ricostruire questo senso. Il senso migliore vince e diventa, prima o poi, il senso (cultura) dominante.


Nella costruzione del senso la sincerità è importante, non è sufficiente “raccontarcela” per dare senso alla realtà, è necessario che siamo sinceri, perché mentendo solo una parte di noi viene coinvolta nel senso che stiamo dando, mentre nella sincerità è coinvolta la nostra totalità. Non si finisce mai di imparare la sincerità, ma se la coltiviamo con coraggio, il senso che diamo alla realtà diventa migliore, approssimandosi sempre più all’Assoluto.


(approfondimento tecnico sul rapporto tra esperienza, rappresentazione e cultura)

mercoledì 14 gennaio 2009

Grande scoperta! (per rivitalizzare il blog)

Posso copiare direttamente i contenuti interessanti pubblicati con licenza Creative Commons.


Inizio subito con un post interessante che ho letto ieri, dopo aver a mia volta "liberato" i contenuti di questo blog.

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