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sabato 24 ottobre 2015

Molteplici visioni del Mondo (G. Bateson)

Questo post è provocato dalla constatazione che molti individui sono ancora legati ad una visione semplicistica della realtà. Ritengono che esista una sola idea giusta (la propria, o al massimo quella del proprio gruppo) ed un'infinità di idee sbagliate, quelle degli altri. La scienza della complessità, e le filosofie classiche (Socrate, per esempio), passano invece dal concetto che la verità, pur essendo unitaria, è complessa e si presta ad infinite visioni soggettive, e che dal confronto onesto delle idee è possibile migliorare la propria concezione della realtà.


“Molteplici visioni del mondo” significa che gli uomini non sono stati, non sono e non saranno
sempre uguali, anzi, sotto tutte le latitudini e in tutti i tempi, le civiltà e i loro maestri hanno costruito differenti modi di conoscere il mondo. Solo conoscendo e combinando insieme queste filosofie, trovandone le analogie, possiamo probabilmente ottenere un aumento del nostro sapere sulla vita e sull’universo[…] E’ come quando guardiamo una cosa con un solo occhio, oppure con due: ecco, nel secondo caso, combinando le visioni di tutti e due gli occhi “otteniamo quella che si chiama profondità di campo”. Ecco, le “molteplici visioni del mondo” aumentano la profondità di pensiero.

Gregory Bateson, Verso un’ecologia della mente






Ebook pdf (giusto per vederlo, poi è meglio prendere il libro in prestito) 

lunedì 9 luglio 2012

RESTRICTED COMPLEXITY, GENERAL COMPLEXITY*



Perché la nozione di complessità si sta diffondendo così lentamente in ambito accademico?



RESTRICTED COMPLEXITY, GENERAL COMPLEXITY*
EDGAR MORIN
CNRS Emeritus Director
Centre d’Etudes Transdisciplinaires. Sociologie, Anthropologie, Histoire
Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales

Why has the problematic of complexity appeared so late? And why would it be justified?

1. The three principles of the rejection of complexity by ‘classical science’

Classical science rejected complexity in virtue of three fundamental explanatory principles:
  • The principle of universal determinism, illustrated by Laplace’s Daemon, capable, thanks to his intelligence and extremely developed senses, of not only knowing all past events, but also of predicting all events in the future.
  • The principle of reduction, that consists in knowing any composite from only the knowledge of its basic constituting elements.
  • The principle of disjunction, that consists in isolating and separating cognitive difficulties from one another, leading to the separation  between disciplines, which have become hermetic from each other.

continua... 

giovedì 31 maggio 2012

Dancing with Systems

Dopo la lettera di Elia sulla decrescita ed i commenti, mi sono reso conto che forse è importante (re)imparare a confrontarsi con la complessità. Perciò questo contributo

Un tredecalogo (si dice così?) di Donella Meadows, una guida per rapportasi con la complessità del reale.

preso da www.art-ecology-education.org

Dancing With Systems

The Dance

by Donella Meadows 

1. Get the beat.
2. Listen to the wisdom of the system.
3. Expose your mental models to the open air.
4. Stay humble, stay a learner.
5. Honor and protect information.
6. Locate responsibility in the system.
7. Make feedback policies for feedback systems.
8. Pay attention to what is important, not just to what is quantifiable.
9. Go for the good of the whole.
10. Expand time horizons.
11 .Expand thought horizons.
12. Celebrate complexity.
13. Hold fast to the goal of goodness.

...Let’s face it, the universe is messy. It is nonlinear, turbulent, and chaotic. It is dynamic. It spends its time in transient behaviour on its way to somewhere else, not in mathematically neat equilibria. It self-organizes and evolves. It creates diversity, not uniformity. That’s what makes the world interesting, that’s what makes it beautiful, and that’s what makes it work.

version of the whole text  [una versione più bella ndr]

found in: 'Ecological Literacy, Educating Our Children for a Sustainable World', Michael K. Stone, Zenobia Barlow, Fritjof Capra

also: Versions of this piece have been published in Whole Earth, winter 2001 and The Systems Thinker, Vol. 13, No. 2 (March 2002).


domenica 1 gennaio 2012

Flusso di realtà

Credits

Ogni nostra azione è immersa in un flusso di connessioni. Se riciclo oppure getto la carta del gelato per terra o compro cibo biologico invece che al supermercato, tutto questo influisce su di me e sul pianeta intero.

Come?

Tutte queste scelte determinano il modo in cui io partecipo alla continua creazione del mondo in cui vivo, e in cui vivranno i miei figli. La carta seguirà un percorso diverso, la qualità dell’acqua che berremo e dell’aria che respiriamo sarà diversa.

Questo alcuni non l’hanno ancora compreso, molti altri si.

La domanda che potremmo ora porci è: quanto la mia scelta influisce sulla salute mia e dell’ambiente in cui vivo? Cosa, realisticamente, comporterà la mia scelta?
A questo nessuno, o pochissimi, sa dare una risposta.

Come potremmo scoprirlo? E’ necessaria un’analisi sistemica dell’astronave Terra, una mappa dei percorsi naturali ed artificiali del flusso di connessioni al quale ognuno di noi partecipa.
E’ importante perché il mondo possa finalmente agire con chiara consapevolezza.

giovedì 30 dicembre 2010

Narrazione e Senso

Raccontando noi diamo senso alla realtà.
La Realtà è una, ma il senso che ne diamo è una manifestazione del nostro libero arbitrio.

Il dare senso alla Realtà è una grande libertà e potere dell’essere umano. Nel modo in cui noi (ci) raccontiamo le cose della nostra vita, la nostra vita acquisisce un senso.
Noi reinterpretiamo la nostra vita, riflettendo su di essa, valutando le passate esperienze alla luce delle nuove esperienze.


Dando senso alla realtà noi possiamo ricostruire il senso della nostra vita, e in base alla nostra vita diamo, spesso inconsapevolmente, senso alla realtà.


La società di dà un senso precostituito (cultura), noi siamo liberi di accettare o ricostruire questo senso. Il senso migliore vince e diventa, prima o poi, il senso (cultura) dominante.


Nella costruzione del senso la sincerità è importante, non è sufficiente “raccontarcela” per dare senso alla realtà, è necessario che siamo sinceri, perché mentendo solo una parte di noi viene coinvolta nel senso che stiamo dando, mentre nella sincerità è coinvolta la nostra totalità. Non si finisce mai di imparare la sincerità, ma se la coltiviamo con coraggio, il senso che diamo alla realtà diventa migliore, approssimandosi sempre più all’Assoluto.


(approfondimento tecnico sul rapporto tra esperienza, rappresentazione e cultura)

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