Un mio incontro del mese scorso, proprio un attimo prima che il coronavirus bloccasse tutto!
E' stato difficile da preparare, ma una grande soddisfazione.
I temi sono talmente tanti che voglio riproporlo in versione espansa (2 o 3 serate). In più gli interventi dei convenuti, mi hanno aiutato a focalizzare certe questioni da inserire (es. sul rapporto tra il Dio dei mistici e quelLo delle religioni).
Qui le diapositive, più sotto il link al sito dove c'è anche la registrazione della conferenza (purtroppo l'audio è "approssimativo") e i riferimenti bibliografici.
Mandatemi un mess per domande o osservazioni!
Perché questo titolo? Perché ho appena scoperto questa nuova parola: eziologia. Conoscere parole nuove mi aiuta a pensare meglio. Non è importante la parola in sé quanto il concetto che le è associato. Magari prima avevo il concetto ma non la parola, oppure scopro che qualcuno ha espresso un concetto che avevo usando ben DUE parole diverse, e meditandoci ora possiedo DUE concetti invece che uno. Adesso posso distinguere e spiegarmi meglio. E questo mi fa sentire più ricco.
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lunedì 23 marzo 2020
mercoledì 17 gennaio 2018
Bitcoin, vangelo e prosperità
Premessa: questo articolo non vuole parlare di moralità, ma di sovranità. Non voglio cioè sia preso come moralista, ma come richiamo alla capacità personale di produrre responsabilmente il nostro destino.
Una discussione su facebook, riguardo ai Bitcoin e alle banche, mi ha permesso di dar voce a una serie di considerazioni che ho maturato nel corso degli anni.
Praticamente, l'amico riportava questo passaggio tratto da un articolo de Il Sole 24 Ore
Le banche classiche hanno tutto da perdere dallo svilupparsi di queste monete alternative. Per questo le snobbano, salvo poi comprarle se pensano che avranno un futuro.
La struttura peggiore presente nel mondo è quella della finanza, che governa gli stati e gli eserciti... ogni tentativo di creare realtà che la superino è meritorio.
Ancora:
I Banchieri, partendo da arbitrarie definizioni, si prendono giustamente il diritto di dire agli ignoranti cosa è e cosa non è una moneta. Questo serve non tanto a raggiungere una verità di qualche tipo, quanto a manipolare i poveracci, e facendogli dimenticare un fatto ovvio, se uno si toglie i paraocchi.
Il fatto di cui parlo è che una moneta è quella cosa che il popolo usa come una moneta. Possono essere (storicamente) i semi di cacao, le conchiglie, l'oro, le monete o la carta timbrata, o i bit. Se la massa umana, i lavoratori, crede che una cosa sia una moneta, abbia valore, e la usa come moneta, quella cosa "diventa" una moneta, perché noi, collettivamente, proiettiamo il valore su questa o quella situazione.
Non a caso, gli indiani americani, vedendo gli invasori occidentali che si scannavano per l'oro, chiamavano questo minerale: "Il metallo giallo che fa impazzire l'uomo bianco". Questa definizione può essere fatta da chi si sente esterno a questo sistema di potere. Ma se ci sono degli esterni, significa che il vincolo non è reale, è illusorio, anche se si tratta di un'illusione condivisa da molti. Riconoscere la natura illusoria del potere del denaro è il primo passo per poter avvalerci di certe libertà nei suoi confronti.
Una discussione su facebook, riguardo ai Bitcoin e alle banche, mi ha permesso di dar voce a una serie di considerazioni che ho maturato nel corso degli anni.
Praticamente, l'amico riportava questo passaggio tratto da un articolo de Il Sole 24 Ore
La criptovaluta ha la funzione di unità di conto? «A mio parere no - risponde Ferdinando Ametrano, docente Bitcoin e Blockchain Tecnologies all'Università Bicocca di Milano -. L’offerta finale del numero di Bitcoin è definita. Una condizione che, nei fatti, lo rende volatile. Variabile nel suo valore con il mutare della domanda». In un simile contesto «la criptovaluta non può considerarsi unità di conto perché è come un metro che, con il passare del tempo, si allunga o si accorcia». Di conseguenza non è un buono strumento da usarsi nella contabilizzazione.E le mie (forse troppo veementi) risposte sono state:
Le banche classiche hanno tutto da perdere dallo svilupparsi di queste monete alternative. Per questo le snobbano, salvo poi comprarle se pensano che avranno un futuro.
La struttura peggiore presente nel mondo è quella della finanza, che governa gli stati e gli eserciti... ogni tentativo di creare realtà che la superino è meritorio.
Ancora:
Luca Fantacci, docente di storia economica all'Università Bocconi - spiega...Le discussioni sulla definizione di moneta alle quali avevo assistito al tempo del gruppo spontaneo di Cittadini oltre la Crisi, mi aveva lasciato con l'amaro in bocca. Comuni cittadini che stavano a dibattere sulla definizione di moneta, citando quel o quell'altro teorico, senza approdare a nulla. Sembrava di assistere a una discussione di medici ottocenteschi sul ruolo delle influenze astrali negli umori umani... insomma un dibattito tra sordi su argomenti del tutto teorici o infondati.
I Banchieri, partendo da arbitrarie definizioni, si prendono giustamente il diritto di dire agli ignoranti cosa è e cosa non è una moneta. Questo serve non tanto a raggiungere una verità di qualche tipo, quanto a manipolare i poveracci, e facendogli dimenticare un fatto ovvio, se uno si toglie i paraocchi.
Il fatto di cui parlo è che una moneta è quella cosa che il popolo usa come una moneta. Possono essere (storicamente) i semi di cacao, le conchiglie, l'oro, le monete o la carta timbrata, o i bit. Se la massa umana, i lavoratori, crede che una cosa sia una moneta, abbia valore, e la usa come moneta, quella cosa "diventa" una moneta, perché noi, collettivamente, proiettiamo il valore su questa o quella situazione.Non a caso, gli indiani americani, vedendo gli invasori occidentali che si scannavano per l'oro, chiamavano questo minerale: "Il metallo giallo che fa impazzire l'uomo bianco". Questa definizione può essere fatta da chi si sente esterno a questo sistema di potere. Ma se ci sono degli esterni, significa che il vincolo non è reale, è illusorio, anche se si tratta di un'illusione condivisa da molti. Riconoscere la natura illusoria del potere del denaro è il primo passo per poter avvalerci di certe libertà nei suoi confronti.
sabato 24 settembre 2016
Decidere insieme
L'anno scorso (2015) sono stato al raduno estivo della Rete Italiana Villaggi Ecologici, che connette molte realtà comunitarie composte perlopiù da individui che vogliono vivere "come piace a loro", associandosi liberamente.
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| Raduno estivo RIVE 2016 |
Essendo le persone libere di andarsene, queste realtà hanno il massimo interesse a realizzare una forma sociale dove queste siano "ascoltate" dalla comunità. Inoltre, avendo gli individui che li organizzano l'ambizione di vivere meglio che nella società "esterna" e spesso mezzi limitati si trovano nella condizione di aver la necessità di prendere decisioni intelligenti e sensate. Insomma a dover organizzare delle "mini democrazie"sperimentali su base locale.
Nei quattro giorni che ho passato al raduno si è parlato spesso di metodi per prendere delle decisioni collettive. Sperando di fare cosa gradita, Lascio alcune suggestioni e link partendo da concetti riguardanti gruppi ristretti, fino ad arrivare a organizzazioni più grandi.
Innanzitutto, la base di discussione collettiva è il cerchio di persone, forma che corrisponde ad una perfetta pariteticità e di massima interazione tra tutti gli individui presenti.
Questa tecnica sociale di base sono aggiunti vari elementi, secondo le esigenze.
Una tecnica aggiuntiva e quella del bastone parlante, secondo la quale un oggetto (un bastone, seguendo l'esempio dei nativi) viene fatto circolare nel cerchio, con la regola rigorosa che chi lo tiene in mano può parlare e tutti gli altri ascoltano. Questo serve a evitare gli accavallamenti di conversazioni che avvengono spesso alle riunioni, permettendo nel contempo ad ogni singola persona di esprimere le proprie opinioni.
In alternativa il gruppo può avvalersi della presenza di un facilitatore, ovvero una persona che ha il mandato del gruppo per svolgere particolari funzioni. Regolare la conversazioni, far esprimere quelli che hanno difficoltà, mantenere il focus e permettere lo sviluppo non cruento dei conflitti. Il facilitatore può essere un membro della comunità o un professionista esterno che viene chiamato in caso di criticità.
Tra i metodi decisionali è stato dato risalto al metodo del consenso (ritenuto migliorativo rispetto a quello a maggioranza)
Ho seguito un workshop molto interessante di "democrazia profonda" che parte da diverse sapienze (psicologia junghiana, fisica sistemica, sciamanesimo e taoismo) con l'obiettivo di trasformare il reale.
http://artedelprocesso.com/arte-del-processo/democrazia-profonda/
Come metodo autoorganizzativo, si è accennato alla metodica della sociocrazia per organizzare vasti gruppi di individui. E' un sistema sviluppato in ambito aziendale, che diversi ecovillaggi stanno sperimentando.
http://www.facilitazione.net/tag/sociocrazia/
http://sociocrazia.tumblr.com
Ci tengo infine a sottolineare che le tecniche nominate richiedono sempre una base umana di rispetto, connessione reciproca e voglia di migliorarsi, senza i quali cade la base del vivere comunitario.
P.S. Cito anche il Dragon Dreaming come metodo di coprogettazione collettiva. E' utilizzato nelle transition town.
giovedì 24 settembre 2015
No place to hide - Sotto Controllo
Ho appena finito di leggere questo libro (vincitore del Premio Pulitzer nel 2014) che svela le tecniche e i progetti del governo americano per la sorveglianza globale.
Mentre il libro racconta la vicenda di Snowden dal punto di vista del giornalista che più di tutti ha collaborato con lui, i come e perché Edward è arrivato a fare queste scelte che hanno messo a repentaglio la sua vita.
“Ho deciso di sacrificarmi perché la mia coscienza non può più accettare che il governo statunitense violi la privacy, la libertà di Internet e i diritti basilari della gente in tutto il mondo, tramite un immenso meccanismo di sorveglianza costruito in segreto”Gli ultimi capitoli del libro fanno riflettere sul rapporto tra diritto alla privacy e libertà di pensiero e di opinione. sul valore della dissidenza e quanto questa dia fastidio ai poteri costituiti pur essendo il motore dell'evoluzione sociale.
Riporto un estratto dalla conclusione del libro, che mi è piaciuto perché riconosce come in realtà uomini retti e determinati possano fare molto per cambiare il mondo.
Andrebbe fatta una riflessione sul "caso" Erri de Luca, che probabilmente un giorno sarà ricordato come un partigiano della libertà di opinione, ma che ora rischia il carcere per aver detto cose "non gradite" all'establishment economico.
Estratto dalle pagg 369-370
L’amministrazione Obama, che ha perseguito gli informatori più di tutte le precedenti messe insieme, ha tentato di creare un clima di paura che scoraggiasse eventuali gole profonde, ma Snowden ha distrutto quello schema. E riuscito a rimanere libero, fuori dalle grinfie degli Stati Uniti, e, soprattutto, ha rifiutato di nascondersi, si è fatto avanti a testa alta, si è identificato. Di conseguenza la sua immagine pubblica non è quella di un detenuto in manette e in tuta arancione, ma di una figura indipendente, articolata, capace di parlare per sé, di spiegare cosa ha fatto e perché. Non è più possibile per il governo statunitense distogliere l’attenzione dal messaggio semplicemente demonizzando il messaggero. C’è una lezione importante, in questo, per i futuri whistleblower [informatori ndr], dire la verità non deve necessariamente distruggervi la vita.Quanto al resto di noi, l’ispirazione di Snowden è meno profonda. Ha ricordato a tutti la straordinaria capacità dell’essere umano di cambiare il mondo. Una persona come tante sotto i più diversi aspetti — cresciuto in una famiglia non particolarmente ricca né potente, privo persino del diploma delle superiori, oscuro dipendente di una gigantesca corporation — attraverso un moto di coscienza, ha letteralmente alterato il corso della storia.
Anche gli attivisti più impegnati sono spesso tentati di cedere al disfattismo. Le istituzioni dominanti sembrano troppo potenti per poter essere affrontate, le ortodossie troppo radicate per poterle estirpare; e ci sono sempre varie parti in causa che hanno interesse al mantenimento dello status quo. Ma sono gli esseri umani presi collettivamente, non un numero ristretto di élite che opera in segreto, a poter decidere in che genere di mondo vogliono vivere. Promuovere l’umana capacità di ragionare e di prendere decisioni: questo è lo scopo della pubblica denuncia, dell’attivismo, del giornalismo politico. Ed è ciò che sta accadendo ora, grazie alle rivelazioni di Edward Snowden.
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| Slide from an NSA presentation on "Google Cloud Exploitation" from its MUSCULAR program; the sketch shows where the "Public Internet" meets the internal "Google Cloud" where user data reside. Fonte Wikipedia [EN] |
Link ad altri articoli riguardanti la vicenda e i documenti svelati da Snowden
http://aurora-brescia.blogspot.it/2014/09/tutto-sotto-controllo-e-nessun-posto.html
domenica 9 agosto 2015
La mia idea di comunità
(da collegare con le altre idee)Un luogo fondato spiritualmente, promotore di bene per i suoi membri, per il territorio dove è incastonato, per il mondo.
Temi: ricerca interreligiosa, ricerca spirituale "empirica", autonomia economica/sussistenza, ricerca culturale e nella buone pratiche. Divulgazione e condivisione tra i membri e con il territorio. Ricerca sociale ed economica (in particolare riguardo alla freeconomy)
Mappa mentale dei temi e delle attività
Alcune idee... clicca sull'immagine per vedere i dettagli della mappa (è possibile leggere delle didascalie passando il mouse sulle voci che contengono l'icona di una matita in alto a sinistra)
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| Mappa di temi e attività |
Ispirazioni
Le ispirazioni che presento vogliono fornire l'archetipo di realizzazione, la direzione, non un piano esecutivo al quale tutti debbano necessariamente attenersi, ma alcuni spunti che, collegandosi con altri che arriveranno, possano permetterci di passare ad una fase successiva di concretizzazione.
In particolare mi paiono interessanti le esperienze di Auroville (nel sud dell'India) che dura da oramai cinquant'anni e la comunità di Tamera (in Portogallo), con la sua prospettiva di comunità di cura territoriale, oltre che la voglia di costruire una rete di cura planetaria (il progetto Terra Nova).
Mashiqu’l-Adhkàr (Casa di Adorazione secondo la fede Bahai)
E’ composta da un tempio (luogo di adorazione/preghiera/meditazione/contemplazione), con annessi diverse strutture che “daranno assistenza ai sofferenti, sostentamento ai poveri, asilo ai viandanti, consolazione ai bisognosi, educazione agli ignoranti”
Bahá'u'lláh lasciò istruzioni ai Suoi seguaci per la costruzione di templi per il culto in ciascun paese e in ciascuna città del mondo. A questi templi Egli diede il nome di Mashriqu’l-Adhkár 11, che significa «Il Sito dell’Alba delle Lodi di Dio». Il Mashriqu’l-Adhkár deve essere una costruzione poligonale di nove lati, sormontato da una cupola, e deve essere quanto più possibile bello per disegno ed esecuzione; deve ergersi nel mezzo di un gran giardino ricco di fontane, alberi e fiori e circondato da un certo numero di edifìci accessori dedicati a scopi sociali, educativi e di carità, affinché il culto di Dio nel tempio possa essere intimamente associato con le delizie della bellezza della natura e dell’arte e con l'attività pratica per il miglioramento delle condizioni sociali.
Queste potrebbero anche essere identificate come macroaree di funzionamento delle attività della comunità:
- Adorazione/Preghiera/Meditazione e altre pratiche spirituali di ogni fede e sensibilità
- Salute/wellness (fisica e spirituale)
- Economia/condivisione dei beni (agricoltura/orti ma non solo)
- Accoglienza (di poveri, viandanti, ma anche couchsurfing)
- Studio/Educazione (ricerca/pratica, scienze interiori ed esteriori, arti, trasmissione, collegati alle altre aree della comunità e al territorio)
Notare che anche Auroville è costituita in maniera analoga, con il luogo di meditazione al centro per espandere da esso "buone vibrazioni".
Interessante il collegamento del pensiero di Baha'u'llah con il tempio/palazzo di Cnosso.
Mondo di comunità e famiglia
www.comunitaefamiglia.org
La comunità di famiglie non si costituisce sulla fusione, ma sul vicinato solidale, non sulle norme ma sulla fiducia reciproca. Le parole chiave di questa esperienza sono: condivisione, sobrietà, accoglienza, solidarietà. Ognuno ha il suo appartamento, ha una sua sovranità inalienabile, ed è totalmente responsabile di sé e delle proprie scelte.
L’equilibrio che si persegue tra valori e stile di vita ed il sostegno reciproco vissuto in una casa solidale, consente alle famiglie e alle persone di trasformare le parole che si portano nel cuore in pratica quotidiana
Geolocalizzazione del progetto
Zona Bassa Veronese, Mantova, ma non necessariamente. Luogo da decidere collettivamente e secondo le possibilità che si trovano.
Modalità di acquisizione terreno/edificio: Bene Comune offerto, sequestrato alla mafia o custodiato popolare
lunedì 21 luglio 2014
Regalare i soldi conviene
Posto questo articolo preso da Internazionale n° 1059 perché parla dei vantaggi del donare soldi ai poveri e degli esperimenti sul reddito da cittadinanza. Lo sapete che in Svizzera stanno facendo un referendum per assegnarsi un reddito da cittadinanza?
Credo che questa sia una delle soluzioni da implementare per costruire una società più equa e creativa.
Regalare i soldi conviene
Rutger Bregman, de Corrispondent, Paesi Bassi
Molti pensano che sia sbagliato aiutare i poveri garantendogli un reddito minimo. Ma alcuni esperimenti degli anni settanta in Canada e negli Stati Uniti dimostrano che crea cittadini migliori e fa risparmiare lo stato.
Leggi tutto...
(Una volta aperto, può succedere che il visualizzatore s'impalli. In quel caso usare il tasto "Download" in alto)
(Una volta aperto, può succedere che il visualizzatore s'impalli. In quel caso usare il tasto "Download" in alto)
lunedì 27 gennaio 2014
Rinnovamento dell'economia (veneta)
Dico veneta perché sono veneto, se fossi lombardo direi lombarda, ce ne vorrebbero molti, di rinnovamenti economici, uno per comunità.
Dalle mie continue ricerche indipendenti in fatto di economia, stanno emergendo interessanti capisaldi.
Dalle mie continue ricerche indipendenti in fatto di economia, stanno emergendo interessanti capisaldi.
L'ultimo concetto di come dovrebbe essere è questo:
Un'economia che sia funzionale al benessere (in senso olistico) e alla prosperità del territorio e che sia completamente autogestita dai lavoratori, nel rispetto dei valori universali di libertà, giustizia e fraternità.
L'ultima grande fonte di ispirazione è stato il concetto di Comunità secondo Olivetti. E' difficile da pensare per chi non è mai entrato in contatto con concetti liberisti, socialisti o semplicemente cristiani, perciò succerisco a chi è interessato di leggersi il libro Il Cammino della Comunità.
Qualche giorno fa, ho notato parecchie convergenze con la teoria economica proutista.*
Si potebbe arrivare ad una concreta sovranità territoriale guadagnandoci le sovranità economica, educativa ed amministrativa**. Queste sovranità vanno ottenute l'una in sinergia con l'altra, in modo graduale riprendendoci lo spazio che ora è occupato dalla mano invisibile ed iniqua del mercato (insieme alla politica ad esso asservita). Le strutture nazionali e del mercato, eventualmente trasformate dai venti di cambiamento che stanno spirando in questo periodo, andrebbero accettate solo nella misura in cui sono benefiche per la popolazione (come sembra indicare anche la costituzione).
Non è possibile pensare ad un'economia nuova, funzionante a livello territoriale secondo criteri etici, se non si pensa a strutture che la organizzino. Le strutture che erano state adibite alla tutela del benessere dei cittadini (e a prendersi cura del territorio) sono perlopiù in mano a persone e mentalità che non sono in grado di svolgere questo compito***. Nel dubbio che questo sia un problema di etica o di struttura di tali istituzioni, è saggio seguire l'indicazione dell'inventore Buckminster Fuller:
"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare
qualcosa , costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta"
(Buckminster Fuller)
Piuttosto che delegare "terzi" sarebbe opportuno che i territori si preoccupassero di costruirsi questi nuovi sistemi di autogestione, mettendosi insieme nel caso i compiti risultassero particolarmente onerosi. Queste strutture devono essere tenute insieme da legami franchi e sinceri, non da compromessi interessati.
Il punto naturale di partenza sembra essere la sovranità alimentare, perché il cibo è uno dei beni fondamentali, per poi estendere le sovranità a tutti gli altri ambiti. Quindi possiamo iniziare chiedendoci: "Nel nostro territorio mangiano tutti bene, le persone godono di buona salute?" Diciamo di no. Quindi sarebbe intelligente analizzare collettivamente le cause, e trovate le adeguate soluzioni.
Molti saranno tentati di dare la colpa a questo o a quell'altro fattore esterno, al governo o all'inconsapevolezza degli individui, il che può essere vero, ma in generale questo non porta a soluzioni efficaci sul breve/medio periodo.
Il modo corretto di porre la questione è, a mio avviso, questo: "Come facciamo noi, uomini di buona volontà, a fare in modo che tutti, nel nostro territorio abbiano a disposizione cibo**** di buona qualità?"
Il punto naturale di partenza sembra essere la sovranità alimentare, perché il cibo è uno dei beni fondamentali, per poi estendere le sovranità a tutti gli altri ambiti. Quindi possiamo iniziare chiedendoci: "Nel nostro territorio mangiano tutti bene, le persone godono di buona salute?" Diciamo di no. Quindi sarebbe intelligente analizzare collettivamente le cause, e trovate le adeguate soluzioni.
Molti saranno tentati di dare la colpa a questo o a quell'altro fattore esterno, al governo o all'inconsapevolezza degli individui, il che può essere vero, ma in generale questo non porta a soluzioni efficaci sul breve/medio periodo.
Il modo corretto di porre la questione è, a mio avviso, questo: "Come facciamo noi, uomini di buona volontà, a fare in modo che tutti, nel nostro territorio abbiano a disposizione cibo**** di buona qualità?"
Note
* Sono convitissimo che esista uno Spirito che mostri agli uomini la retta
via, e la prova è il fiorire di tante indicazioni convergenti da fonti
indipendenti
** Sul significato di ognuna di queste sovranità va fatto
un profondo ragionamento che deve partire dai bisogni fondamentali e
dalle aspirazioni proprie dell'individuo.
***In realtà non è dappertutto così, ci sono degli esempi virtuosi come quello dei Comuni a 5 Stelle. Restano però delle eccezioni.
**** aria, acqua, vestiti, abitazioni, trasporti, educazione, energia... (manca qualcosa?)
P.S. [2017]
Non ardivo ad usare il termine autarchia, ma recentemente ho trovato questo articolo, nel quale si dichiara
Autarchia, s f., [dal greco autárkeia, composta da auto- (auto) e arkêin (principiare, dominare, governare] è un prestito moderno dal greco antico autárkeia, che significa autosufficienza, o secondo la definizione che ne dà il Bonavilla alla fine dell’ottocento, «principato o dominio di se stesso, e dicesi una virtù che dispone l’uomo a contentarsi del suo senza molestare altrui» .
Mi pare un bel modo di impostare la propria esistenza. Da questa ci si può poi muovere verso l'altruismo e la collaborazione.
***In realtà non è dappertutto così, ci sono degli esempi virtuosi come quello dei Comuni a 5 Stelle. Restano però delle eccezioni.
**** aria, acqua, vestiti, abitazioni, trasporti, educazione, energia... (manca qualcosa?)
P.S. [2017]
Non ardivo ad usare il termine autarchia, ma recentemente ho trovato questo articolo, nel quale si dichiara
Autarchia, s f., [dal greco autárkeia, composta da auto- (auto) e arkêin (principiare, dominare, governare] è un prestito moderno dal greco antico autárkeia, che significa autosufficienza, o secondo la definizione che ne dà il Bonavilla alla fine dell’ottocento, «principato o dominio di se stesso, e dicesi una virtù che dispone l’uomo a contentarsi del suo senza molestare altrui» .
Mi pare un bel modo di impostare la propria esistenza. Da questa ci si può poi muovere verso l'altruismo e la collaborazione.
sabato 3 settembre 2011
Sistema per coadiuvare le economie alternative e solidali
Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo
che renda la realtà obsoleta.
R.B. Fuller
Molti riconoscono da parte del sistema economico monetario un’ingerenza negativa sulle loro vite
- obbligo di servire per attività anti-etiche
- disoccupazione e disuguaglianze sociali tra ricchi e poveri
- squilibri ecologici fisiologici
- altro...
Questo sistema è limitato nell’azione e nella maggior parte dei casi non è sufficiente di per sé a garantire autonomamente il benessere psicofisico di chi vi partecipa. Tanto è vero che la maggioranza delle persone si avvale dell’offerta lavorativa del sistema economico-monetario, e chi non riesce ad avvalersene, almeno nell’occidente, la ricerca.
La proposta è quella di ampliare informaticamente la capacità delle economie non monetarie di rispondere ai bisogni dei singoli e delle comunità.
Esistono già delle idee e progetti in tal senso, non è chiaro però quale risponde alla richiesta precisa di creare un’alternativa potenzialmente “completa” e migliorata rispetto al sistema monetario che tutti conosciamo.
Da un altro punto di vista, possiamo dire che al momento attuale il sistema monetario ha praticamente il monopolio della fornitura di beni alle persone ed alle comunità. Questo progetto ha l’ambizione (insieme alle economie alternative) di rompere questo monopolio.
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