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giovedì 26 novembre 2020

Mappa della caccia alle streghe

Nella giornata della violenza sulle donne mi è capitato sotto mano il libro di Vanna De Angelis, sui processi alle streghe in Europa (alcuni dei quali a Reggio Emilia, Modena e nella Val di Non). Mi è parso bello fare una mappa che contiene i luoghi e i momenti di questi processi, inserendo l'esito, spesso mortale, che ha colpito queste donne (e a volte uomini e fanciulli) invisi al "sistema". Leggendo questi atti ufficiali dopo vari secoli dalla loro stesura, possiamo vedere con chiarezza quanto il potere può essere (o è quasi sempre) espressione di cecità e miseria umana. 

mercoledì 10 maggio 2017

Fiducia in se stessi di R.W. Emerson

da www.gianfrancobertagni.it


Ne te quaesiveris extra (1)


L'uomo è la propria stella; e l'anima che può foggiare un onesto e perfetto uomo comanda ogni luce, ogni influsso, ogni fato; nulla per lui accade o presto o troppo tardi. I nostri atti sono i nostri angeli, buoni o cattivi, le fatali ombre che ci camminano accanto in silenzio.
Fletcher e Beaumont, La fortuna dell'uomo onesto. Epilogo.


Getta il marmocchio sulle rocce, allattalo al capezzolo della lupa, allevalo col falco e con la volpe, vigore e speditezza siano mani e piedi per lui.


Leggevo, l'altro giorno, alcuni versi scritti da un eminente pittore, versi originali e non convenzionali. L'anima sempre avverte come un ammonimento in versi del genere, quale che ne sia l'argomento. Il sentimento che instillano vale più di ogni pensiero che essi possano contenere. Credere nel proprio pensiero, credere che ciò che è vero per voi, personalmente per voi, sia anche vero per tutti gli uomini, ecco, è questo il genio. Date voce alla convinzione latente in voi, ed essa prenderà significato universale; giacché ciò che è interno diventerà esterno, a tempo debito, e il primo nostro pensiero ci sarà restituito dalle trombe del Giudizio Finale. Familiare com'è una tale voce a ciascuno di noi, il merito maggiore che noi attribuiamo a Mosè, a Platone e a Milton è che essi non tennero in nessun conto libri e tradizioni, ed espressero non ciò che gli altri uomini pensavano, ma ciò che essi pensavano. Ognuno dovrebbe imparare a scoprire e a tener d'occhio quel barlume di luce che gli guizza dentro la mente più che lo scintillio del firmamento dei bardi e dei sapienti. E invece ognuno dismette, senza dargli importanza, il suo pensiero, proprio perché è il suo. E intanto, in ogni opera di genio riconosciamo i nostri propri pensieri rigettati; ritornano a noi ammantati di una maestà che altri hanno saputo dar loro. Grandi opere d'arte non ci offrono una lezione che sia per noi più significativa. Esse ci insegnano ad affidarci alle nostre impressioni genuine con serena inflessibilità soprattutto allorché l'intero clamore di voci è dalla parte opposta. Anzi, potrebbe essere un estraneo, domani, a dirci precisamente, con magistrale buon senso, quello che noi abbiamo nel frattempo pensato e avvertito, e noi saremo costretti, con vergogna, a ricevere da un altro quella che era la nostra propria opinione.
Arriva un tempo, nell'educazione di ciascun uomo, in cui egli si convince che la competizione è ignoranza; che l'imitazione è suicidio; che deve saper accettare se stesso per il meglio e per il peggio, come parte sua; che per quanto il grande universo sia buono e generoso, nemmeno un chicco di nutriente grano può arrivare à lui se non attraverso la fatica prodigata su quel pezzo di terra che gli è stato dato da dissodare. Il potere che è in lui è qualcosa di nuovo in natura, e nessuno, eccetto lui stesso, può sapere che cosa sia quello che egli può fare, né può mai saperlo finché non ha provato. Non per nulla una faccia, un carattere, un fatto possono maggiormente colpirlo, e un altro lasciarlo indifferente. Né è senza una prestabilita armonia che vi sia, per così dire, questa scultura nella memoria. L'occhio fu collocato là dove un raggio sarebbe caduto, di modo che potesse testimoniare di quel particolare raggio. Noi esprimiamo noi stessi soltanto a metà e quasi ci imbarazza quell'idea divina che ciascuno di noi rappresenta. Si può, certo, senz'altro ritenere che essa sia qualcosa di buono, di equanime e di giusti esiti, per cui a buon diritto se ne dovrebbe parlare; ma Dio non vuole che siano dei codardi a rendere manifesta la sua opera. Un uomo si sente sollevato e lieto quando ha riposto tutto se stesso nella propria opera e ha fatto del suo meglio; ma ciò che ha detto o fatto in diversa maniera non gli darà pace. È una liberazione che non libera. Nei tentativi, il suo genio l'abbandona; nessuna musa lo soccorre; non ha più inventività, non ha speranze.
Confida in te stesso: ogni cuore vibra a una tale corda di ferro. Accetta il posto che il divino provvedere ha trovato per te, la società dei tuoi contemporanei, la connessione degli eventi. Gli uomini grandi sempre fecero così, e affidarono se stessi fanciullescamente al genio della loro età, testimoniando la loro percezione che l'assolutamente affidabile aveva preso posto nei loro cuori, operando attraverso le loro mani, prendendo possesso di tutto il loro essere. E siamo ora anche noi uomini, e dobbiamo accogliere con la più alta convinzione il nostro trascendente destino; e non come minorenni e invalidi riparati in un cantuccio, non come codardi in fuga davanti a una rivoluzione, ma come guide, redentori e benefattori obbedienti allo sforzo Onnipotente e avanzanti sul Caos e le Tenebre. (2)
Quali graziosi oracoli ci offre la natura, a tale riguardo, nel viso e nel comportamento di fanciulli, di infanti e perfino di animali! Essi non hanno mai quell'umore d'incertezza e renitenza, quella sfiducia che s'impossessa di noi solo perché la nostra aritmetica ha calcolato le forze e i mezzi che si oppongono a un nostro proposito. Essendo dunque integra la loro mente, il loro occhio è ancora indomato, e noi guardando i loro volti restiamo confusi e perplessi. L'infanzia non si conforma a nessuno; tutto si conforma ad essa, tanto che un bambino riesce di solito a tener testa a quattro o cinque degli adulti che chiacchierano e scherzano con lui. Così Dio ha dotato la giovinezza e la pubertà, nonché l'età matura, di un loro proprio sapore e fascino, rendendo ciascuna età desiderabile e amabile con le sue particolari istanze, nella misura in cui ognuna se ne starà per proprio conto. Non crediate che il giovane non abbia una sua forza solo perché non è in grado di parlare con voi e con me. Uditelo! Nella stanza accanto la sua voce è abbastanza chiara ed eloquente. Sembra che sappia bene come parlare ai suoi coetanei. Timido o ardito, saprà sempre come rendere noi più anziani assolutamente non indispensabili.

venerdì 8 aprile 2016

Le samare dell'olmo

Seguendo il prezioso insegnamento di Pamies, fondatore della Dulce Revoluciòn di assaggiare tutto il vegetale e "quello che non ti uccide ti rende più forte" mi sono trovato ad assaggiare un prodotto che la natura offre in abbondanza in questo periodo.

Samare dell'Olmo. Le parti verdi sono commestibili
Trovandolo di gusto gradevole, dolce come l'insalatina fresca, ho fatto una ricerca su internet relativa ai semi dell'olmo, scoprendo che in effetti questi prodotti della natura sono commestibili, tradizionalmente conosciuti in varie regioni d'Italia.
Sono chiamate samare, pane del maggiolino, sparagnapane (il che mi fa pensare che siano molto nutrienti, al punto di permettere di risparmiare il pane). Si possono mangiare così, direttamente dall'albero (per la gioia dei bambini che sanno arrampicarsi) oppure in insalata.

domenica 25 maggio 2008

Economia e democrazia: Festival di Trento

Il prossimo weekend vado con alcuni amici al festival dell'economia di Trento. E' un'iziativa per diffondere questa astrusa scienza, sulla falsariga del festival della letteratura di Mantova.

L'idea è di andare sicuramente domenica 1 giugno, lasciando aperte le possibilità di farsi un giro per Trento e dintorni quel giorno o i giorni vicini.


Perché venire? Chi non ne sa nulla potrebbe pensare di usare meglio il ponte dei primi di giugno. A questo proposito ho raccolto una serie di detti secondo me illuminanti a questo riguardo.

  • Marty Allen: Un'analisi economica di solito rivela che il momento migliore per comprare qualunque cosa era l'anno scorso.
  • Beppe Grillo: L'economia, se dovessi visualizzarla così, con un'immagine, sarebbe un cane, gioioso, ma non che muove la coda... è la coda che muove il cane.
  • John Kenneth Galbraith: La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere l'astrologia una disciplina più rispettabile.
  • Carl William Brown: In economia il fattore umano è determinante, ma poiché è un fattore demenziale, potete ben capirne le conseguenze.
  • Carl William Brown: Qualunque sia la politica economica, qualunque sia il governo, qualunque sia la congiuntura internazionale, a pagare di più è sempre chi ha di meno.
  • Samuel Butler: La pubblicità promuove quel divino scontento che spinge la gente a migliorare il proprio status economico.
  • Anonimo: Per corrugare la fronte si mettono in movimento ben sessantacinque muscoli. Per sorridere solo diciannove. Allora, almeno per economia, sorridi!
  • Anonimo: L'onore viene dalla diligenza, la ricchezza dall'economia.
  • Anonimo: Quando Chuck Norris gioca a Monopoli, influenza l'andamento dell'economia mondiale.
  • Anonimo: Gli ingegneri sono notoriamente poco spendaccioni, non per avidità o per umiltà, ma perché ogni situazione in cui sia necessario spendere del denaro può essere vista come un problema di ottimizzazione del tipo: "Come posso uscire da questa situazione conservando la maggior quantità possibile di denaro?" Il vero ingegnere comincerà immediatamente a scrivere una funzione di sette variabili e a minimizzarla con un sistema di equazioni differenziali che, per poter essere risolto, necessiterà di una serie di approssimazioni successive che renderanno il risultato del tutto inaffidabile.
  • John Maynard Keynes: Le idee degli economisti e dei filosofi, sia quando sono nel giusto, sia quando sbagliano, sono più forti della conoscenza della gente comune. Invece il mondo non è governato dalle loro idee, ma da qualcosa di diverso. Gli uomini politici, infatti, credono erroneamente di essere esenti da influenze intellettuali, e sono di solito schiavi di qualche economista defunto.
  • Saggezza popolare: El tabàr'l è mìia bòon per n'àqua sóola. Il tabarro non è buono per un'acqua sola.

e per finire, una barzelletta di quelle che fanno divertire fisici e ingegneri. Se non appartenete a queste categorie o a quella dei matematici saltatela pure, economizzerete sul tempo :D

  • Un ingegnere, un fisico ed un matematico vanno tutti alla stessa conferenza e albergano nello stesso, economico hotel. Ogni stanza ha la stessa economica tv, lo stesso economico letto, ed un piccolo bagno. Al posto dell'impianto antincendio a doccia, l'hotel ha optato per dei secchi d'acqua. L'ingegnere, il fisico ed il matematico vanno a letto e si addormentano. Verso le due del mattino, l'ingegnere si sveglia perché sente odore di fumo. Guarda nell'angolo della stanza e vede che il televisore ha preso fuoco! Si precipita in bagno, riempie con acqua il secchio antincendio fino a farlo trabordare, ed inzuppa da cima a fondo il televisore. Il fuoco è domato, e l'ingegnere torna a dormire. Poco dopo, il fisico si sveglia perché sente odore di fumo. Guarda nell'angolo e vede che il televisore ha preso fuoco. Prende una calcolatrice, stima il potere calorifico del fuoco, fa un piccolo calcolo, quindi si precipita in bagno e riempie il secchio antincendio con la minima quantità di acqua necessaria per domare le fiamme. Il fuoco si spegne e lui torna a dormire. Pochi istanti dopo, il matematico si sveglia sentendo odore di fumo. Guarda nell'angolo e vede che il televisore sta bruciando. Guarda in bagno e vede il secchio antincendio. Determina che esiste una soluzione, e torna a dormire.
L'economia, come altre brutte bestie, se la conosci la eviti, se la conosci non ti uccide... Chi è interessato a venire con noi si faccia vivo, così definiamo bene il piano per andare e cosa fare...

Saluti, a presto.
Christian

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